«C’è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore sapienza.»
— Friedrich Nietzsche
Questa frase non è una provocazione filosofica. È una descrizione accurata del funzionamento umano. Il corpo anticipa, il cervello media, la mente racconta. E quando questo flusso viene invertito – quando la mente pretende di comandare ignorando la biologia – iniziano i problemi. Nel libro “Il cervello anarchico”, Enzo Soresi lo spiega con grande lucidità: il cervello non è un direttore d’orchestra razionale e ordinato, ma un sistema complesso, distribuito, spesso contraddittorio, che prende decisioni prima che la coscienza ne sia informata.
Nietzsche aveva visto giusto: il Sé non abita solo nella mente
In Così parlò Zarathustra, Nietzsche attacca frontalmente il dualismo: l’idea che la ragione risieda esclusivamente nella mente. Introduce invece un Sé corporeo, un “saggio sconosciuto” che vive nel corpo e orienta l’esistenza prima del pensiero cosciente.
Quando Nietzsche parla del Sé che abita nel corpo, sta smontando l’illusione più radicata della modernità: che la coscienza sia il centro di comando.
Nel Cervello anarchico, Soresi descrive il cervello come una federazione di moduli, ognuno con i propri obiettivi biologici: sopravvivenza, risparmio energetico, sicurezza, riproduzione, previsione del pericolo.
La coscienza arriva dopo, come portavoce. Non come capo.
Questo spiega perché spesso:
sappiamo cosa sarebbe giusto fare,
ma facciamo il contrario,
e poi costruiamo una spiegazione “razionale”.
Il corpo aveva già deciso.
La mente ha solo firmato.
Interocezione: la “ragione biologica” del corpo
La neuroscienza chiama questa capacità interocezione: la percezione dei segnali interni (battito, respiro, stato energetico, infiammazione, dolore viscerale).
L’insula anteriore (regione profonda del cervello cruciale per le emozioni, l’empatia, il disgusto e la consapevolezza del proprio stato corporeo) integra questi segnali ed è cruciale per la consapevolezza soggettiva (Craig AD. Nat Rev Neurosci, 2009.), (Critchley HD, Harrison NA. Nat Neurosci, 2013.)
.Quando diciamo “lo sento nello stomaco”, stiamo descrivendo una valutazione neurobiologica reale.
- L’interocezione predice regolazione emotiva, decision making e resilienza allo stress.
- Alterazioni interocettive sono associate a ansia, depressione e disregolazione metabolica.
Un corpo in stress metabolico non può produrre decisioni sane, anche se la mente è colta, motivata e “consapevole”.
Soresi racconta bene una verità scomoda: il cervello non nasce per renderti felice, ma per tenerti vivo.
Questo è perfettamente coerente con:
William James, che nel suo fondamentale articolo del 1884, “What is an emotion?, spiegava come le emozioni siano la percezione dei cambiamenti corporei;
Antonio Damasio, neurologo e neuroscienziato portoghese, noto per il suo libro del 1994 “L’errore di Cartesio”, che dimostra come le decisioni dipendano dai marcatori somatici, non dalla logica pura.
Se il corpo segnala pericolo, carenza o infiammazione, il cervello anarchico voterà per soluzioni rapide, non per quelle “giuste”.
Ecco perché:
mangiamo quando siamo stanchi, non affamati
rimandiamo il movimento
sabotiamo il sonno
restiamo in stili di vita che ci danneggiano
Non è mancanza di volontà.
È biologia mal regolata.
Dal cervello anarchico al mitocondrio disorganizzato
C’è un punto che raramente viene detto con chiarezza: l’anarchia del cervello spesso nasce dal caos energetico cellulare.
Un metabolismo sempre acceso (alimentazione continua, insulina alta, infiammazione) porta a:
mitocondri inefficienti
aumento di ROS patologici
ossidazione lipidica
comparsa di sdLDL
Il corpo segnala disagio molto prima della malattia.
Ma se non lo ascoltiamo, l’anarchia diventa patologia.
La vera libertà non è il controllo
Il corpo non è un ostacolo alla ragione.
È la sua radice.
Quando lo ignori, il cervello diventa davvero anarchico.
Quando lo ascolti, l’anarchia si trasforma in intelligenza adattativa.
il corpo segnala
il cervello integra
la mente orienta
Questa non è rinuncia al controllo.
È salute fuori dagli schemi.
.
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Bibliografia
Divulgazione neuroscientifica
Soresi G., Il cervello anarchico.
Filosofia
Nietzsche F., Così parlò Zarathustra.
Neuroscienze e cognizione
Craig AD., Nat Rev Neurosci, 2009.
Damasio AR., Descartes’ Error, 1994.
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