Dove si nasconde il grasso
che ti fa ammalare
Con il Dr. Gianluca Pazzaglia e il Dr. Giovanni Occhionero
C’è un grasso che non si vede allo specchio, non si sente al tatto, ma lavora in silenzio per decenni aumentando il rischio di cancro, infiammazione cronica e malattie metaboliche. La bilancia non lo misura. Il BMI non lo vede. Eppure è lì — avvolto attorno agli organi, infiltrato nei muscoli, adagiato sul cuore.
In questo incontro, due specialisti portano la scienza più recente su quattro depositi adiposi nascosti, i meccanismi con cui alimentano il tumore al seno, e le strategie concrete — alimentari, motorie e diagnostiche — per tenerli sotto controllo.
(studio 27 anni, 10.000 donne)
(studio pilota 2024)
(letteratura CEM 2023)
I quattro depositi adiposi nascosti
Non tutto il grasso è uguale. Esistono almeno quattro tipi di tessuto adiposo con caratteristiche biologiche distinte, ciascuno con un impatto diverso sul rischio e sulla progressione del tumore al seno. Nessuno di loro si vede sulla bilancia.
Grasso viscerale
Si avvolge attorno a fegato, reni e intestino. Produce leptina, TNF-α, IL-6 e stimola l’aromatasi. In menopausa è la principale fonte di estrogeni circolanti che alimentano i tumori ormono-sensibili. Aumenta il rischio del 36% in postmenopausa.
Grasso epicardico
Avvolge il cuore senza alcuna fascia di separazione. Secerne direttamente sul miocardio. Amplifica la cardiotossicità da antracicline e trastuzumab. Ogni cm in più di spessore riduce del 12% la sopravvivenza libera da malattia. Si misura con una semplice ecocardiografia.
Grasso sottocutaneo profondo
Nascosto sotto la pelle ma biologicamente infiammato come il grasso viscerale. Non è il deposito “innocuo” che pensavamo: le sue vie infiammatorie predicono indipendentemente le metastasi ossee nel carcinoma mammario.
Grasso intramuscolare
Si infiltra tra le fibre muscolari. Invisibile alla bilancia, invisibile all’occhio clinico — solo TC o risonanza lo vedono. È il marker della sarco-obesità e un fattore prognostico indipendente per la sopravvivenza. Predice la tossicità della chemioterapia.
Come il grasso alimenta il tumore
Il tessuto adiposo non è un magazzino passivo. È un organo endocrino attivo che produce ormoni, molecole di segnalazione e fattori di crescita. Alcuni di questi lavorano contro di noi — altri, se teniamo il corpo in equilibrio, lavorano a nostro favore.
Mediatori pro-tumorali — cosa produce il grasso in eccesso
- Estrogeni via aromatasi Il grasso converte gli androgeni in estrogeni. In menopausa è il principale meccanismo di iperestrogenismo sistemico che stimola i tumori ER+.
- Leptina, resistina, TNF-α, IL-6 Adipochine pro-infiammatorie che creano infiammazione cronica di basso grado, attivano NF-κB e JAK/STAT3, promuovono proliferazione e resistenza all’apoptosi.
- IGF-1 e insulina Alti livelli cronici stimolano i recettori sulle cellule mammarie. La resistenza insulinica amplifica questo effetto attraverso il drenaggio portale direttamente sul fegato.
- PAI-1 e acidi grassi saturi Favoriscono la migrazione cellulare e l’angiogenesi tumorale. Le cellule tumorali usano i lipidi del grasso circostante come carburante per la propria crescita.
Mediatori protettivi — cosa produce il grasso sano e il muscolo attivo
- Adiponectina L’adipochina anti-infiammatoria e anti-tumorale. Nelle donne obese crolla. Una meta-analisi su 31 studi (10.000 donne) mostra che livelli bassi correlano significativamente con il rischio di carcinoma mammario.
- Irisina (dal muscolo) Prodotta durante l’esercizio fisico, riduce vitalità, migrazione e proliferazione delle cellule tumorali mammarie. Potenzia anche l’effetto della doxorubicina.
Una donna in sovrappeso con buoni livelli di adiponectina, muscoli attivi e un’alimentazione antinfiammatoria può avere un rischio inferiore a una donna normopeso sedentaria con resistenza insulinica e infiammazione cronica. Il rischio oncologico non si legge sulla bilancia. Si legge nel microambiente biologico che il corpo ha costruito nel tempo.
La diagnosi che fa la differenza: la CEM
Il seno denso — presente nel 40–50% delle donne — riduce la sensibilità della mammografia tradizionale fino al 50%. La Mammografia con Contrasto (CEM) risolve questo limite: usa il mezzo di contrasto per evidenziare la neoangiogenesi tumorale, raggiungendo sensibilità comparabile alla risonanza magnetica con un’esposizione alle radiazioni simile alla mammografia standard.
Programma della mattinata
I relatori
Senologo con oltre trent’anni di esperienza clinica, autore di cinque libri sulla prevenzione oncologica e fondatore di stammibene.com — una delle principali piattaforme italiane di divulgazione medica sulla salute femminile. Il suo approccio unisce rigore scientifico e linguaggio accessibile, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza medica in strumenti concreti di prevenzione per medici e pazienti.
Chimico farmaceutico e specialista in scienze dell’alimentazione e nutrizione umana. Porta una prospettiva molecolare e nutrizionale sulla relazione tra metabolismo, tessuto adiposo e rischio oncologico: dai meccanismi biochimici degli omega-3 all’impatto della resistenza insulinica sulla carcinogenesi mammaria, fino alle strategie dietetiche evidence-based per la prevenzione e il supporto durante la terapia.
Dove si tiene
Via Ruggero D’Andreotto, 19 — 06124 Perugia (PG)
A pochi minuti dal centro storico, con parcheggio disponibile.
Sala conferenze al piano terra.
L’ingresso all’evento è riservato a chi acquista il libro
“Dove si nasconde il grasso che ti fa ammalare”
Il libro è il tuo biglietto d’ingresso. I posti sono limitati.
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